L’arte di recintare

Passeggiando per Favogna ho pensato ai recinti. Ho sempre detto che non mi piacciono, che sono contraria a questa ossessione di delimitare la proprietà privata, ma poi…adoro questi rettangoli di terra prealpini, affollati, traboccanti di verdura, frutta e fiori; difesi dagli animali al pascolo e dai caprioli con assi di larice grezze, segnate dal tempo. Allora riprendo in mano il libro di Ruth Ammann e il suo approccio mi convince!

“… a definire la natura assai specifica del giardino è proprio la delimitazione sul piano orizzontale, terreno, umano, e non su quello verticale, che collega il cielo alla terra …. giardino significa anzitutto lembo di terra delimitato, recintato, racchiuso e distinto dalla distesa sconfinata del paesaggio naturale….La recinzione, la siepe o il muro intorno al giardino vengono eretti soprattutto contro gli intrusi indesiderati….Il recinto, Einfriedung, custodisce però anche lo spazio molto intimo in cui possiamo apprendere ed esprimere la modestia e il rispetto nei confronti della natura e della forza creatrice divina. Il confine sta allora a proteggere sul piano orizzontale o terreno la relazione verticale tra uomo e cosmo, tra uomo, natura e Dio… In tal modo lo steccato o il muro trasformano simbolicamente un lembo di terra in un contenitore che è strettamente imparentato con il vaso ermetico degli alchimisti… trasformando la materia esterna, l’alchimista si sforzava di affinare e coltivare contemporaneamente anche i valori interiori, psicospirituali; univa in un unico processo globale il lavoro esterno concreto con la conoscenza e la crescita interiori.”
Il Giardino come spazio interiore, Ruth Ammann, Bollati Borighieri editore, Torino 2008

Nell’ orto anche colorati lupini e un altissimo delfinio blu

Mi piacciono anche i più esili confini di rami e fil di ferro che si trovano spesso intorno a qualche maso o che delimitano semplicemente delle parti di prato.

Vicino alle case ci sono quasi sempre due tigli, considerati alberi sacri, protettori, ma anche utili in vari modi (il più noto è la produzione di tisane di fiori). Sono di solito diversi: Tilia cordata (detto tiglio selvatico o anche tiglio invernale) e Tilia platyphyllos (tiglio nostrano o estivo). Penso di aver riconosciuto in due di loro “La tenera coppia” delle Personalità illustri del popolo arboreo di Anna Cassarino, dateci un occhiata e ditemi se non è vero!
I tigli che ho fotografato sono dei vicini di casa della coppia sopracitata. Anche loro come l’orto sono in qualche modo “recintati”. E’ molto bello sedersi su queste panche e stare a diretto contatto con gli alberi, ma attenzione! Soprattutto quando sono molto anziani, gli alberi non amano un gran via vai intorno ai loro piedi, compatterebbe troppo il terreno. Certo che, io queste panche le trovo irresistibili e nei boschi, dove il passaggio di persone è minore che in un parco pubblico cittadino, sono perfette!

Coppia di tigli a Favogna

Kunst 4a und 4b Tramin 2012 con la collaborazione di Hof Unternberg nei boschi di Favogna intorno ad abeti rossi (Picea abies)

Un grande orto biodinamico a Favogna

La località di Favogna è un luogo ideale per coltivare in modo naturale, con i suoi prati, i boschi, la torbiera…Qui, nell’azienda biodinamica Hof Unternberg, ho fatto la mia prima esperienza come wwoofer, cioè lavoratore alla pari membro dell’associazione WWOOF (World Wide Opportunities on Organic Farms). Intorno al vecchio maso a 1000 m di altitudine Alexandra, Peter, Adalbert – con l’aiuto di amici, parenti e wwoofers – coltivano diversi tipi di ortaggi, un po’ di cereali, fiori e piccoli frutti seguendo il metodo biodinamico. Oltre a produrre cibo che fa bene alla nostra salute, coltivare in questo modo permette di mantenere nel tempo un terreno fertile e un ambiente in equilibrio.

Il maso e il tiglio, in sottofondo il ronzio delle api attratte dalla fioritura

Quando sono arrivata, dopo la metà di giugno, le piante di fragole sfornavano frutti dolci e succosi in grande quantità. Le fragole vengono coltivate ovviamente nel terreno, coperto da una pacciamatura di paglia per il controllo delle infestanti e per ridurre il contatto dei frutti col suolo umido. Il problema principale di questa coltivazione, oltre alle golose limacce, sono le malattie fungine a cui si fa fronte con il preparato dinamizzato di equiseto e con l’estratto di propoli.

favogna (2)La raccolta delle fragole

Il dinamizzatore per i preparati biodinamici

Bietola da costa, varietà a costa colorata

In questo periodo una gran parte del lavoro consiste nel togliere le piante infestanti. Fra le file ci si avvale dell’aiuto dell’asino Fritz, intorno alle piante si procede manualmente. L’incontro con animali e insetti è frequente, l’orto pullula di vita! Bisogna fare attenzione a non danneggiare quelli utili, come rospi che si mimetizzano con il terreno o le larve delle coccinelle che si cibano di afidi.

Larva di coccinella e adulto