Profumo di Hamamelis

IMG_4117Ogni stagione ha le sue meraviglie, e anche in inverno non mancano fiori e profumi.

Lo scorso fine settimana le temperature erano piuttosto alte per essere gennaio. Così ne ho approfittato per proseguire con un po’ di potature di arbusti al parco del Rastel. Quando sono arrivata sono stata avvolta da un profumo meraviglioso! Annunciava la fioritura degli Hamamelis (di solito nei giardini troviamo Hamamelis mollis o Hamamelis x intermedia)E così mi sono immersa nei ricordi. E’ incredibili come un profumo ti possa riportare indietro nel tempo e in altri luoghi, in un’altra dimensione che ha però in comune quell’odore particolare e lo stesso periodo dell’anno…quando l’inverno è appena iniziato, ma nelle belle giornate ci si sente già proiettati verso la primavera! Lo stesso effetto lo fa il calicanto d’inverno (Chimonanthus praecox). A dire il vero devo ancora imparare a distinguire i due profumi. Quindi quando ho sentito il profumo degli amamelidi mi sono venuti anche ricordi di calicanti!

IMG_4115Le piante che da noi fioriscono in questo periodo non passano di certo inosservate, sono al centro dell’attenzione…sono poche e hanno meno concorrenza! Però non mancano per questo di bellezza. Anzi! I fiori degli Hamamelis con petali gialli (ci sono specie e varietà con fiori di altri colori) da lontano nel bosco non risaltano molto, ma siamo invitatia ad avvicinarci per annusarli. E così vediamo meglio i loro petali, già pronti per il carnevale, arrotolati come stelle filanti o trombette, leggeri come striscioline di carta.

IMG_4127L’Hamamelis è un grande arbusto (raggiunge 4 m di altezza) allevabile ad alberello. Molto interessante anche in autunno per la coloritura delle foglie. Fiorisce in inverno sui rami vecchi. Pertanto non si pota (a parte qualche taglio per dare la forma e togliere eventuali rami secchi). Cresce bene in zone con clima freddo. Va posizionato in luogo soleggiato, in penombra in zone a clima molto caldo in estate. Evitare siccità e ristagni idrici.

Stauden, ovvero piante perenni

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Il mio viaggio in Germania di fattoria in fattoria si conclude con l’ultima tappa a Rechtenstein nel Baden-Württemberg. Qui Andrea Köttner lavora come giardiniere e coltiva piante erbacee, soprattutto perenni. Con i fiori realizza meravigliosi bouquet. E questa è la prima attività in cui sono stata coinvolta appena arrivata a fine agosto, ben riassunta nel video che altri due viaggiatori hanno prodotto in cambio di ospitalità!

Il grosso del lavoro a partire da settembre consiste nella divisione e vendita per corrispondenza di un sacco di varietà di peonie (si possono ordinare dal sito der-blumengarten.de). Le piante si estraggono dal terreno con cautela, ricavando una zolla abbastanza ampia e sollevandola; poi si tagliano con un coltello ben affilato. Si deve fare attenzione a come sono disposte le radici, in modo da non recidere parti importanti. Spesso infatti si attorcigliano e quella che apparentemente sembra la radice della porzione destra di pianta, appartiene a quella sinistra.

IMG_3590Paeonia lactiflora “Wladyslawa” e in secondo piano Paeonia lactiflora “Nippon Parade”

Oltre alle peonie ci sono da dividere le hemerocallis  e, in via eccezionale, le iris (il periodo migliore per quest’ultime sarebbe a primavera, dopo la fioritura).

Hemerocallis

Fra le tante perenni la mia attenzione era ogni giorno catturata dall’ Actaea simplex (Atropurpurea Group), chiamata anche Cimifuga ramosa. Nel giro di una settimana i suoi boccioli si sono lentamente aperti. E’ una pianta che adoro e includerò nel sottobosco! Ama una posizione ombreggiata ed è molto elegante, col suo fogliame scuro e i lunghi steli che terminano in racemi di bottoncini viola e fiori bianchi.

cimifuga

Actaea simplex (Atropurpurea Group)

Al mattino il campo delle perenni è bagnato dalla rugiada. L’Alchemilla mollis, ottima pianta tappezzante, trattiene le gocce d’acqua sulle sue foglie.

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Komm ins Beet! Vieni nell’aiuola!

Verso l’autunno. Kräuterbusch e Lughnasadh

La stagione sta cambiando. La luce è diversa, l’aria fresca e limpida (quando non piove…). Le giornate iniziano pian piano ad accorciarsi. Ed io nel frattempo sono approdata in una nuova Hof, da Margerete e Paul Stoiber a Kößlarn, nel sud della Baviera. Il 15 agosto abbiamo festeggiato raccogliendo erbe, bruciando aromi, e cantando in cerchio intorno al nostro “raccolto”. Con le erbe abbiamo realizzato un bouquet (der Kräuterbusch) da appendere, seccare e poi bruciare. Da tradizione, al centro va il verbasco, tutt’intorno ci sono l’ iperico, l’achillea, la valeriana, l’arnica, la camomilla, l’assenzio, la menta piperita e la centaurea. Noi abbiamo usato anche il rosmarino, la calendula, la salvia, la melissa, la verbena, l’issopo, il tanaceto, la rosa … visto che qui si coltivano piante officinali, c’era l’imbarazzo della scelta!

Il Kräuterbusch è un’usanza cattolica: le erbe e i fiori venivano portati in chiesa per essere benedetti. Ma qui sono molto sentite anche le Jahreskreisfeste, di stampo celtico e germanico, che celebrano il ritmo della natura e delle stagioni. E all’inizio di agosto (solitamente il primo) si festeggia il Lughnasadh. E’ un momento di gioia per l’abbondanza del raccolto, ma anche di consapevolezza del declino a cui andremo incontro, visto come parte del ciclo naturale di vita, morte e rinascita.

“Aller Kummer, alle Sorgen; alles Gestern, alles Morgen; last sich auf in diesem Duft und wird ein Teil von dieser Luft” …. tutto il dolore e le preoccupazioni, tutto quel di ieri e di domani, si posa su questo profumo e diventa parte di quest’aria.

 

Ars topiaria

Nella Pfab Hof si coltivano cereali e leguminose e gran parte dei lavori sono meccanizzati. Grazie al cielo non ho dovuto salire in groppa ad una mietitrebbiatrice. Ho lavorato nell’orto e nel giardino (oltre a qualche sessione di tiramisù). E anche questa volta ho trovato pane per i miei denti: diserbare e pacciamare le aiuole, potare lo sfiorito delle rose, mettere in forma il bosso.

Il giardino di Andrea è fatto di aiuole contornate da siepi di bosso (Buxus sempervirens). Per la potatura ho preferito usare un vecchio forbicione e le cesoie per le rifiniture. Ci vuole più tempo, ma il risultato è migliore. Con un tosasiepi elettrico il taglio è meno netto e le foglie non vengono sempre lasciate intere. Grazie all’aiuto di Peter e Manami siamo riusciti a concludere in tempi accettabili.

Trovo interessante l’abbinamento di questi recinti in bosso, formali ed ordinati, con il miscuglio di fiori e verdure in sinergia al loro interno. Chi volesse realizzare un giardino come questo deve però tener conto che i bossi spesso vanno incontro a disseccamenti e perdita delle foglie. Le forme verdi e compatte che abbiamo progettato, piantato e pazientemente sagomato vengono lentamente “corrose”. Le cause possono essere principalmente tre:

1. la piralide del bosso (Cydalima perspectalis), lepidottero le cui larve si nutrono delle foglie, dei germogli e della corteccia della pianta. Sempre più diffusa da qualche anno a questa parte. Si può contrastare in modo bio con il Bacillus thuringiensis;

2. la cecidomia (Monarthropalpus buxi), dittero le cui larve si sviluppano all’interno delle foglie provocando dei rigonfiamenti. Per contrastarla si può ricorrere all’olio di Neem;

3. il fungo Cylindrocladium buxicola Henricot. E’ difficile lottare contro questo patogeno, ma si può prevenire scegliendo piante sane ed evitando di irrigare per aspersione (a pioggia). I rami infetti vanno rimossi e bruciati. Gli strumenti vanno disinfettati durante la potatura.

L’orto con i gialli Ringelblume (calendule, Calendula officinalis), che Christian mette nei suoi frullati alla banana, insieme a ribes e altri frutti  del giardino. Insieme alle calendule molte piante di borraggine (Borago officinalis). Sullo sfondo le grandi foglie del rafano (Armoracia rusticana). A sinistra i disseccamenti e la defogliazione del bosso, probabilmente causati da funghi.

Borraggine (Borago officinalis) e porri (Allium ampeloprasum). Regola numero uno: il terreno va sempre coperto! In questo caso con l’erba ottenuta dallo sfalcio del prato e qualche foglia.

Viaggio nel futuro

Hirschwald. Foreste, campi, foreste. Foreste, campi, villaggi. Quando riesco ad essere ottimista immagino che il futuro sia così, in toni di verde e di blu. Aria, acqua e terra. Sole. Avere come vicini di casa cervi e cinghiali. Silenzio. Le pale degli aerogeneratori continuano a girare giorno e notte come le lancette di un orologio. I tetti delle case sono fotovoltaici. I rami degli alberi in giardino si piegano carichi di frutta. Il grano nei campi è maturo…..

Immagino che si possa fare a meno delle centrali nucleari sparse a poche centinaia di km qui intorno.

Benvenuti a Garsdorf, G.de Ursensollen! Qui continua la mia esperienza di wwoofing nella Hof della famiglia Pfab, dove il coltivare non ha solo a che vedere con gli alberi e le piante, ma ha un senso più ampio. E’ prendersi cura della Terra, degli spazi di vita, di se stessi e delle altre persone.

Il villaggio di Garsdorf

Aerogeneratori nei pressi di Garsdorf

Le auto elettriche in carica con l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici

Auto elettriche Tesla in mostra ad Amberg

Fiordalisi (Centaurea cyanus) e camomilla, un po’ di biodiversità nei monotoni campi di mais (Zea mays)

 

 

 

 

L’arte di recintare

Passeggiando per Favogna ho pensato ai recinti. Ho sempre detto che non mi piacciono, che sono contraria a questa ossessione di delimitare la proprietà privata, ma poi…adoro questi rettangoli di terra prealpini, affollati, traboccanti di verdura, frutta e fiori; difesi dagli animali al pascolo e dai caprioli con assi di larice grezze, segnate dal tempo. Allora riprendo in mano il libro di Ruth Ammann e il suo approccio mi convince!

“… a definire la natura assai specifica del giardino è proprio la delimitazione sul piano orizzontale, terreno, umano, e non su quello verticale, che collega il cielo alla terra …. giardino significa anzitutto lembo di terra delimitato, recintato, racchiuso e distinto dalla distesa sconfinata del paesaggio naturale….La recinzione, la siepe o il muro intorno al giardino vengono eretti soprattutto contro gli intrusi indesiderati….Il recinto, Einfriedung, custodisce però anche lo spazio molto intimo in cui possiamo apprendere ed esprimere la modestia e il rispetto nei confronti della natura e della forza creatrice divina. Il confine sta allora a proteggere sul piano orizzontale o terreno la relazione verticale tra uomo e cosmo, tra uomo, natura e Dio… In tal modo lo steccato o il muro trasformano simbolicamente un lembo di terra in un contenitore che è strettamente imparentato con il vaso ermetico degli alchimisti… trasformando la materia esterna, l’alchimista si sforzava di affinare e coltivare contemporaneamente anche i valori interiori, psicospirituali; univa in un unico processo globale il lavoro esterno concreto con la conoscenza e la crescita interiori.”
Il Giardino come spazio interiore, Ruth Ammann, Bollati Borighieri editore, Torino 2008

Nell’ orto anche colorati lupini e un altissimo delfinio blu

Mi piacciono anche i più esili confini di rami e fil di ferro che si trovano spesso intorno a qualche maso o che delimitano semplicemente delle parti di prato.

Vicino alle case ci sono quasi sempre due tigli, considerati alberi sacri, protettori, ma anche utili in vari modi (il più noto è la produzione di tisane di fiori). Sono di solito diversi: Tilia cordata (detto tiglio selvatico o anche tiglio invernale) e Tilia platyphyllos (tiglio nostrano o estivo). Penso di aver riconosciuto in due di loro “La tenera coppia” delle Personalità illustri del popolo arboreo di Anna Cassarino, dateci un occhiata e ditemi se non è vero!
I tigli che ho fotografato sono dei vicini di casa della coppia sopracitata. Anche loro come l’orto sono in qualche modo “recintati”. E’ molto bello sedersi su queste panche e stare a diretto contatto con gli alberi, ma attenzione! Soprattutto quando sono molto anziani, gli alberi non amano un gran via vai intorno ai loro piedi, compatterebbe troppo il terreno. Certo che, io queste panche le trovo irresistibili e nei boschi, dove il passaggio di persone è minore che in un parco pubblico cittadino, sono perfette!

Coppia di tigli a Favogna

Kunst 4a und 4b Tramin 2012 con la collaborazione di Hof Unternberg nei boschi di Favogna intorno ad abeti rossi (Picea abies)

Un grande orto biodinamico a Favogna

La località di Favogna è un luogo ideale per coltivare in modo naturale, con i suoi prati, i boschi, la torbiera…Qui, nell’azienda biodinamica Hof Unternberg, ho fatto la mia prima esperienza come wwoofer, cioè lavoratore alla pari membro dell’associazione WWOOF (World Wide Opportunities on Organic Farms). Intorno al vecchio maso a 1000 m di altitudine Alexandra, Peter, Adalbert – con l’aiuto di amici, parenti e wwoofers – coltivano diversi tipi di ortaggi, un po’ di cereali, fiori e piccoli frutti seguendo il metodo biodinamico. Oltre a produrre cibo che fa bene alla nostra salute, coltivare in questo modo permette di mantenere nel tempo un terreno fertile e un ambiente in equilibrio.

Il maso e il tiglio, in sottofondo il ronzio delle api attratte dalla fioritura

Quando sono arrivata, dopo la metà di giugno, le piante di fragole sfornavano frutti dolci e succosi in grande quantità. Le fragole vengono coltivate ovviamente nel terreno, coperto da una pacciamatura di paglia per il controllo delle infestanti e per ridurre il contatto dei frutti col suolo umido. Il problema principale di questa coltivazione, oltre alle golose limacce, sono le malattie fungine a cui si fa fronte con il preparato dinamizzato di equiseto e con l’estratto di propoli.

favogna (2)La raccolta delle fragole

Il dinamizzatore per i preparati biodinamici

Bietola da costa, varietà a costa colorata

In questo periodo una gran parte del lavoro consiste nel togliere le piante infestanti. Fra le file ci si avvale dell’aiuto dell’asino Fritz, intorno alle piante si procede manualmente. L’incontro con animali e insetti è frequente, l’orto pullula di vita! Bisogna fare attenzione a non danneggiare quelli utili, come rospi che si mimetizzano con il terreno o le larve delle coccinelle che si cibano di afidi.

Larva di coccinella e adulto