Prima esposizione…che emozione!

Domenica, per la Festa dei meli in fiore che si tiene ogni anno nel nostro paese, ho allestito la prima esposizione di intrecci e fiori davanti a casa. Visto che non tutti hanno Facebook, vi ringrazio anche qui sul sito…è stata davvero una bella esperienza e un’occasione per far due chiacchiere con gli amici, incontrare persone che non rivedevo da tempo e conoscere persone nuove. Ora che ho rotto il ghiaccio, magari ne seguiranno altre durante l’estate 😉

Qualche fiore in più c’era…tulipani, lunarie e lillà..ma la mattina ero così presa dalla preparazione che non ho scattato le foto in tempo… quindi dovrete accontentarvi degli allium, un secchio di borsa del pastore (l’erba tutta un cuore) e un mazzetto di narcisi, menta e cren!

Non solo cesti

La prima volta che ho intrecciato un classico cesto con le mie mani mi sembrava un miracolo. Non potevo desidare altro! Poi ho iniziato a guardarmi intorno…e si apre un mondo di forme, oggetti e tecniche da provare….

Intreccio in salice con fiori di malva (la Malva sylvestris ssp. mauritanica del Pflegerhof), profumatissimi rametti di salvia sclarea e qualche foglia di melissa.

Alcune tecniche permettono di realizzare affascinanti forme organiche, e sono anche molto semplici da eseguire, come le spirali che ruotano nel vento…

Altre richiedono qualche sforzo in più, e la prima volta non è facile realizzare quello che si aveva in mente…doveva diventare un paniere e ne è uscito un…un lampadario?

intreccio salice 06

E intanto il mondo intorno (casa, orto, balcone …) si popola di strani oggetti dal sapore medioevale…

Porta-pluviometro (o meglio…nascondi-pluviometro)

 

 

Intreccio tra passato e futuro

L’interesse per gli intrecci mi ha portato al Castello di Montorio (Verona) al PRIMO SIMPOSIO NAZIONALE DEI CESTAI ITALIANI, il 25 aprile 2017.

Nel convegno mattutino abbiamo ascoltato vari interventi intorno al tema dell’intreccio, come attività del passato, del presente e del futuro.

Lascio qui qualche appunto e alcuni  spunti di riflessione:

  • I manufatti effimeri del passato sono destinati a scomparire, la storia e la cultura in essi depositate possono essere “conservate” attraverso la trasmissione dei saperi, delle tecniche e dell’arte di generazione in generazione, più che attraverso la “musealizzazione” degli oggetti.
  • Oggi la pratica dell’intreccio viene riscoperta e rivalutata. In un’epoca in cui le nuove generazioni hanno sempre meno occasioni di usare le mani, l’attività dell’intreccio aiuta a sviluppare la pazienza e la manualità fine; porta ad una comprensione del valore del lavoro, della fatica e della soddisfazione del fare; permette di esprimersi in modo creativo.
  • Nel passato le fibre vegetali erano usate per produrre un gran numero di oggetti di uso quotidiana. Poi arrivarono nuovi materiali. Per un futuro più sostenibile possiamo tornare a scegliere materiali “ecologici”?
  • I cesti in vimini, o altri intrecci di materiali naturali, sono prodotti sostenibili? Dipende. Lo sono se il materiale usato è stato ottenuto in modo naturale, senza uso di diserbanti e pesticidi e se vengono realizzati senza sfruttamento dei lavoratori. Conoscere il produttore, sapere come lavora e con quali materiali è fondamentale per fare scelte consapevoli e sostenibili.
  • Chi sono gli intrecciatori in Italia al giorno d’oggi? Persone di ogni età. Non solo anziani che portano avanti un’attività imparata in famiglia, ma anche giovani e meno giovani che si sono avvicinati per curiosità, interesse verso forme d’arte come la tessitura e l’intreccio, interesse per il mondo dell’autoproduzione o l’incontro con altri intrecciatori. Sono legati a tecniche e forme tradizionali, ma anche aperti alla sperimentazione, con uno sguardo al resto d’Europa e del mondo.

Con un invito ad acquistare cesti a km zero o imparare a realizzarveli, vi saluto e vado a mettere in bagna un po’ di salici (…che ho tanto da imparare ancora)!

LINKS

Evento organizzato dall’associazione  Amici Ecomuseo Preafita (per gli atti del convegno contattare l’associazione).

Cestai, materiali, libri, ecc. sul sito www.cesteriainitalia.it

 

Re-intrecciare

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Tornare a casa mi ha fatto ritrovare la voglia, il tempo e lo spazio per andare avanti a sperimentare con le fibre vegetali. Ripassare quanto ho imparato finora e provare qualcosa di nuovo.

Dopo una lunga ricerca del posto adatto per la collana di cuori (Ceropegia woodii), ormai sofferente dei continui spostamenti, garbugli, sgarbugli, ridimensionamenti dell’eccessiva lunghezza…ho pensato di appenderla vicino alla finestra. E così è nato questo portavaso-intrecciato in salice. Spero che trarrà giovamento dal suo nuovo contenitore e posto (definitivo! Almeno per l’inverno).

01intreccio2016-11-16

 

Saluti dall’altipiano dello Sciliar

verdispiriti-2016-10-05_sciliar09Questi utlimi mesi sono stati molto intensi, anche se poco documentati nel blog.

Li ho trascorsi in un maso in Südtirol dove si coltivano erbe. Sarà sicuramente protagonista di uno dei prossimi post! Quando possibile, nei fine settimana, neanche tutti, ho continuato a giardinare a casa…con qualche angelo custode che innaffiava e qualche piccola soddisfazione.

Ad un’altitudine di circa 1000 metri, fra la valle dell’Isarco e il massiccio dolomitico dello Sciliar, ondulati prati verdeggianti sono puntinati da masi e villaggi che compongono il comune di Kastelruth-Castelrotto.

verdispiriti-2016-10-05_sciliar05Tipica recinzione in larice intorno alla chiesa di San Constantin.

verdispiriti-2016-10-05_sciliar01La vigna incornicia spesso un’entrata od ombraggia terrazze e balconi.

verdispiriti-2016-10-05_sciliar02Pelargoni rossi.

verdispiriti-2016-10-05_sciliar12Tradizione e modernità.

verdispiriti-2016-10-05_sciliar11Tradizionale tetto in paglia di segale, lato nord.

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Intrecci e molto altro…al Bauernmuseum (museo contadino) di S.Osvaldo. Cesto da parete con Epiphillum e cesto gigante.

verdispiriti-2016-10-05_sciliar07Arredo e verde “urbano” moderni ed eleganti a Fiè. Rotatoria con bossi, salvia nemorosa o, in primavera, tulipani bianchi, e robinie ad alberello.

verdispiriti-2016-10-05_sciliar08Hosta, bossi e vasi meravigliosi su un pianerottolo d’entrata.

verdispiriti-2016-10-05_sciliar04Passiflora che passione! A Siusi, in un angolo dell’abitato con un buon microclima.

Vitalba: infestante, ma utile…

clematisvitalba01La Clematis vitalba (nome comune locale: vedrenzona) è presente un po’ ovunque nelle nostre zone. Lo stato di abbandono di molti boschi le permette di espandersi alla grande. Attraverso i viticci si aggrappa ai rami di altre piante e sale, sale, sale…I rami invecchiano diventando grossi e legnosi, lunghe liane penzolanti alle quali verrebbe  la tentazione di aggrapparsi e volar via magari per atterrare sui rami di un vecchio castagno.

clematisvitalba02Utilizzarle per le nostre creazioni di certo non ne provocherà l’estinzione e l’albero che abbiamo alleggerito da questa presenza sicuramente ci ringrazierà. I rami, secchi o fioriti, vengono usati per realizzare ghirlande. Molto belli sono anche i semi piumati!

clematisvitalba03I rami lunghi e flessibili si prestano bene come fibre da cesteria. I rami giovani di un anno si scortecciano facilmente. Si possono raccogliere, preferibilmente in inverno; ripulire e usare subito. Oppure si possono conservare in rotolini, per riottenere una fibra flessibile una volta secchi si mettono in bagna un paio d’ore (io ho avuto un contrattempo e ho esagerato…l’ho lasciati 24 ore, non erano completamente secchi e non si sono rovinati).

cestovitalba01 (2)La Clematis vitalba si utilizza come tessitore. Non si riescono a fare pieghe a gomito, quindi nelle parti dove sono richieste si utilizza il salice. Ho anche notato che bisogna stare attenti a piegare sui nodi dove erano inserite le foglie.

cestoclematisHo sperimentato questa fibra in un piccolo cesto. Per i portanti e i montanti ho usato il salice. Per i fianchi ho realizzato un intreccio a due tessitori molto lunghi…forse troppo lunghi. Il risultato non è perfetto, ho bisogno di fare ancora molta pratica… ma sono soddisfatta! Il colore verde della Clematis purtroppo non rimarrà, si seccherà e diventerà color crema.

Per le tecniche di cesteria consiglio il libro “Fare CESTI. Manuale pratico di cesteria secondo le tradizioni regionali italiane” di Andrea Magnolini, edizioni TerraNuova; i corsi dell’Azienda Agricola S.Giorgio di Bassano (pagina facebook Idee di Salici), o i video dei siciliani.