Verso l’autunno. Kräuterbusch e Lughnasadh

La stagione sta cambiando. La luce è diversa, l’aria fresca e limpida (quando non piove…). Le giornate iniziano pian piano ad accorciarsi. Ed io nel frattempo sono approdata in una nuova Hof, da Margerete e Paul Stoiber a Kößlarn, nel sud della Baviera. Il 15 agosto abbiamo festeggiato raccogliendo erbe, bruciando aromi, e cantando in cerchio intorno al nostro “raccolto”. Con le erbe abbiamo realizzato un bouquet (der Kräuterbusch) da appendere, seccare e poi bruciare. Da tradizione, al centro va il verbasco, tutt’intorno ci sono l’ iperico, l’achillea, la valeriana, l’arnica, la camomilla, l’assenzio, la menta piperita e la centaurea. Noi abbiamo usato anche il rosmarino, la calendula, la salvia, la melissa, la verbena, l’issopo, il tanaceto, la rosa … visto che qui si coltivano piante officinali, c’era l’imbarazzo della scelta!

Il Kräuterbusch è un’usanza cattolica: le erbe e i fiori venivano portati in chiesa per essere benedetti. Ma qui sono molto sentite anche le Jahreskreisfeste, di stampo celtico e germanico, che celebrano il ritmo della natura e delle stagioni. E all’inizio di agosto (solitamente il primo) si festeggia il Lughnasadh. E’ un momento di gioia per l’abbondanza del raccolto, ma anche di consapevolezza del declino a cui andremo incontro, visto come parte del ciclo naturale di vita, morte e rinascita.

“Aller Kummer, alle Sorgen; alles Gestern, alles Morgen; last sich auf in diesem Duft und wird ein Teil von dieser Luft” …. tutto il dolore e le preoccupazioni, tutto quel di ieri e di domani, si posa su questo profumo e diventa parte di quest’aria.

 

Ars topiaria

Nella Pfab Hof si coltivano cereali e leguminose e gran parte dei lavori sono meccanizzati. Grazie al cielo non ho dovuto salire in groppa ad una mietitrebbiatrice. Ho lavorato nell’orto e nel giardino (oltre a qualche sessione di tiramisù). E anche questa volta ho trovato pane per i miei denti: diserbare e pacciamare le aiuole, potare lo sfiorito delle rose, mettere in forma il bosso.

Il giardino di Andrea è fatto di aiuole contornate da siepi di bosso (Buxus sempervirens). Per la potatura ho preferito usare un vecchio forbicione e le cesoie per le rifiniture. Ci vuole più tempo, ma il risultato è migliore. Con un tosasiepi elettrico il taglio è meno netto e le foglie non vengono sempre lasciate intere. Grazie all’aiuto di Peter e Manami siamo riusciti a concludere in tempi accettabili.

Trovo interessante l’abbinamento di questi recinti in bosso, formali ed ordinati, con il miscuglio di fiori e verdure in sinergia al loro interno. Chi volesse realizzare un giardino come questo deve però tener conto che i bossi spesso vanno incontro a disseccamenti e perdita delle foglie. Le forme verdi e compatte che abbiamo progettato, piantato e pazientemente sagomato vengono lentamente “corrose”. Le cause possono essere principalmente tre:

1. la piralide del bosso (Cydalima perspectalis), lepidottero le cui larve si nutrono delle foglie, dei germogli e della corteccia della pianta. Sempre più diffusa da qualche anno a questa parte. Si può contrastare in modo bio con il Bacillus thuringiensis;

2. la cecidomia (Monarthropalpus buxi), dittero le cui larve si sviluppano all’interno delle foglie provocando dei rigonfiamenti. Per contrastarla si può ricorrere all’olio di Neem;

3. il fungo Cylindrocladium buxicola Henricot. E’ difficile lottare contro questo patogeno, ma si può prevenire scegliendo piante sane ed evitando di irrigare per aspersione (a pioggia). I rami infetti vanno rimossi e bruciati. Gli strumenti vanno disinfettati durante la potatura.

L’orto con i gialli Ringelblume (calendule, Calendula officinalis), che Christian mette nei suoi frullati alla banana, insieme a ribes e altri frutti  del giardino. Insieme alle calendule molte piante di borraggine (Borago officinalis). Sullo sfondo le grandi foglie del rafano (Armoracia rusticana). A sinistra i disseccamenti e la defogliazione del bosso, probabilmente causati da funghi.

Borraggine (Borago officinalis) e porri (Allium ampeloprasum). Regola numero uno: il terreno va sempre coperto! In questo caso con l’erba ottenuta dallo sfalcio del prato e qualche foglia.

Un grande orto biodinamico a Favogna

La località di Favogna è un luogo ideale per coltivare in modo naturale, con i suoi prati, i boschi, la torbiera…Qui, nell’azienda biodinamica Hof Unternberg, ho fatto la mia prima esperienza come wwoofer, cioè lavoratore alla pari membro dell’associazione WWOOF (World Wide Opportunities on Organic Farms). Intorno al vecchio maso a 1000 m di altitudine Alexandra, Peter, Adalbert – con l’aiuto di amici, parenti e wwoofers – coltivano diversi tipi di ortaggi, un po’ di cereali, fiori e piccoli frutti seguendo il metodo biodinamico. Oltre a produrre cibo che fa bene alla nostra salute, coltivare in questo modo permette di mantenere nel tempo un terreno fertile e un ambiente in equilibrio.

Il maso e il tiglio, in sottofondo il ronzio delle api attratte dalla fioritura

Quando sono arrivata, dopo la metà di giugno, le piante di fragole sfornavano frutti dolci e succosi in grande quantità. Le fragole vengono coltivate ovviamente nel terreno, coperto da una pacciamatura di paglia per il controllo delle infestanti e per ridurre il contatto dei frutti col suolo umido. Il problema principale di questa coltivazione, oltre alle golose limacce, sono le malattie fungine a cui si fa fronte con il preparato dinamizzato di equiseto e con l’estratto di propoli.

favogna (2)La raccolta delle fragole

Il dinamizzatore per i preparati biodinamici

Bietola da costa, varietà a costa colorata

In questo periodo una gran parte del lavoro consiste nel togliere le piante infestanti. Fra le file ci si avvale dell’aiuto dell’asino Fritz, intorno alle piante si procede manualmente. L’incontro con animali e insetti è frequente, l’orto pullula di vita! Bisogna fare attenzione a non danneggiare quelli utili, come rospi che si mimetizzano con il terreno o le larve delle coccinelle che si cibano di afidi.

Larva di coccinella e adulto