Festa in arancione nell’orto

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In questi giorni autunnali l’orto è illuminato dalle fioriture arancioni! Fiori da orto come calendule, tagete, nasturzi…semplici, ma quando l’ombra arriva prima del solito, loro sono lì e diventano tanti soli a riscaldare l’anima.

IMG_3808bCalendule (Calendula officinalis) con fagiolini e lupini…. aiuole che non ho avuto il tempo di coltivare e ho riempito per tenere il suolo coperto, nutrirlo con le leguminose, avere più fiori utili e belli.

IMG_3787bIn primo piano dei fiori gialli di tagete (Tagetes sspp.) e poi le tondeggianti foglie e i piccanti fiori dei nasturzi (Tropeolus majus).

IMG_3804Le lanternine degli alchechengi (Physalis alkekengi)!

Perchè li chiamo fiori da orto e ci sono sempre negli orti bio? Non solo perchè sono facili da coltivare e propagare… ma anche perchè si possono mangiare! Degli alchechengi si mangia il frutto contenuto all’interno del lampioncino, di tuttte le altre piante il fiore. Poi aiutano a mantenere l’orto in salute. Tagete e calendule allontanano i nematodi che si trovano nel suolo e possono colpire soprattutto patate e pomodori. I nasturzi invece sono utili contro gli afidi.

 

 

Ortensie

Non posso prendermi molti meriti per quello che succede in giardino. Le Hydrangea macrophylla, comunemente dette ortensie, le ha piantate e moltiplicate mio padre. Il resto lo ha fatto il terreno del Monte Rive. Grazie alla sua acidità i fiori diventano naturalmente blu e viola. Inoltre è molto umido e le Hydrangea amano l’acqua! Io le ho solo potate a marzo, lasciando i rami nuovi con la grossa gemma all’apice, accorciando i rami dell’anno scorso fino alla terza o quarta coppia di gemme e svecchiando un po’ dove serviva. Et voilà!

Hydrangea macrophylla e Betula pendula (betulla)

Betula pendula (sopra), Hydrangea macrophylla e Urtica dioica (ortica, in primo piano)

Hydrangea macrophylla e Prunus armeniaca (albicocco)

 

Digitalis purpurea forever

Anche quest’anno le digitali (Digitalis purpurea) hanno dato il loro spettacolo. Hanno iniziato a fiorire circa un mese fa e ormai rimangono solo pochi fiori superstiti in cima allo stelo, che peccato! Quando le ho fotografate invece in alto c’erano solo i boccioli e i fiori si aprivano man mano al di sotto. Così erano molto più eleganti! Hanno trovato il loro ambiente ideale qui ai limiti del bosco. Il terreno è sub-acido, fresco e ricco di humus e non ricevono molto sole diretto. A tenerle un po’all’ombra ci sono gli aceri, insieme ai frassini, qualche faggio, un noce, un paio di betulle, un castagno e un larice…tutti gli abitanti dell’ultima parte del giardino. Da varie fonti risulta che le digitali sono piante biennali o perenni a vita breve. Da me fioriscono da 4 anni. I cespi si sono ingrossati di piante nuove. Quest’anno ho provato a spargere i semi raccolti l’estate scorsa, ma non vedo finora risultati. La prossima primavera dividerò i cespi e produrrò anche nuove piantine da seme in una cassetta sul davanzale (come feci la prima volta). Temo che da un momento all’altro mi abbandonino e che non ce la facciano da sole a colonizzare il sottobosco…forse le sto sottovalutando! Ma mi diverto a metterci il becco ed aiutarle a propagarsi.

Accostamenti inaspetti 1 – spirea e fiordalisi

Un paio d’anni fa ho sparso qualche manciata di semi di annuali qua e là nell’orto senza un programma preciso. Era primavera inoltrata e lo scopo era semplicemente quello di ottenere nuovi semi per riprodurre le piante e diffonderle. L’orto in questione è quello di famiglia – creato e gestito da mio padre – in cui intervengo inserendo e provando nuove piante, a volta appropriandomi di interi fazzoletti di terra. Un gruppo di fiordalisi (Centaurea cyanus) è prosperato vicino ad una spirea (molto probabilmente si tratta di Spirea x bumalda ‘Goldflame’). Ora sono entrambi fioriti, l’azzurro dei fiordalisi risalta sulle foglie giallognole della spirea. Insieme alle ombrelle magenta e al verde intorno è davvero un bel vedere!

Spirea x bumalda ‘Goldflame’  e Centaurea cyanus, sullo sfondo  Hydrangea macrophylla

Spirea x bumalda ‘Goldflame’