Lunaria

lunaria01bUna pianta molto interessante e facile da coltivare è la Lunaria annua. Per me è stata una piacevole sorpresa. Un paio di anni fa notai numerose piante fiorite lungo una strada forestale; non le conoscevo. Alcuni mesi più tardi notai le “medaglie” argentee…ahh! Ho capito…sono le Medaglie del Papa! Ne ho prese alcune contenenti i semi. L’anno scorso ho provato a seminarle in vaso, ottenendo facilmente delle piantine che ho messo a dimora. Sono rimaste lì, senza farsi tanto notare, un ciuffetto di foglie fra delle fioritissime cosmee. Questa primavera invece la meraviglia…ne ho seminato subito delle altre! Anche se immagino ci penseranno da sole a diffondersi…

lunaria00Le ho seminate in casa, ma filano. Meglio seminarle fuori se non si dispone di un luogo sufficientemente luminoso.

Non le ricordavo così alte (70-80 cm) e dai fiori di un colore così intenso!

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Sono piante a ciclo biennale. Fioriscono a primavera (qui da me circa a metà aprile). Dopo un mese, al posto dei fiori, si possono apprezzare le silique di colore verde-violaceo, che poi seccandosi diventeranno bianco argentate. Molto utili per creare composizioni floreali o quant’altro la fantasia suggerisce. Apprezzano un terreno fresco e la mezz’ombra.

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Come tutte le brassicacae il frutto è una siliqua, in questo caso tondeggiante e piatta.

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Creazioni con oggetti…a reazione poetica…

Bulbi e bulbetti

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Ecco alcuni dei bulbi che ho piantato in autunno:

i muscari (Muscari armeniacum) in abbondanza sul balcone, nel bosco, qua e là intorno a casa,

il narciso tazetta (Narcissus tazetta “Paper White” )

e l’iris (Iris x hollandica “Professor Blaauw”)…povero iris, dimenticato nel sacchetto, piantato più tardi a dicembre in vaso in casa, e fiorito insieme agli altri. Adoro i fiori blu!

Campanellini di primavera

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Andare a seminare i piselli e trovare il bosco al bordo del campo pieno di bucanevi…ehm..,per noi questi sono bucanevi, ok campanellini, ok diciamo Leucojum vernum, così non ci confondiamo con il bucaneve Galanthus nivalis, fiorito anche quello dai bulbi piantati in autunno sotto casa…anche lui pian pianino si moltiplicherà!

DSC_0080bLeucojum vernum, sambuchi, noccioli, pioppi, ontani …..

DSC_0072bLeucojum vernum, Campanellino

galanthus nivalisGalanthus nivalis, Bucaneve

 

 

Amarillide, in realtà Hippeastrum

amarillis1Ecco la foto del fu fiorito Amaryllis (nome comune improprio di varie specie del genere Hippeastrum) che mia madre coltiva da qualche anno, dopo aver ricevuto il bulbo in regalo dalla vicina. La tinta ben s’intona con l’attuale verde della cucina. E’ sempre uno stupore veder crescere il nuovo fiore gigante da un bulbo apparentemente addormentato per sempre!

E invece…quest’anno è fiorito all’inizio di febbraio. E’ una pianta facile da coltivare. In natura vive in zone tropicali e subtropicali in Centro e Sud America. Da noi gela. Va quindi coltivata in un vaso appena poco più grande del bulbo, in terreno misto con sabbia e sostanza organica. Il bulbo emergerà per 1/3 dal vaso. Teme il freddo invernale, ma in estate le fa bene stare fuori sul balcone in mezz’ombra. Va annaffiata poco nell’epoca di fioritura e quando ha le foglie. Apprezza invece l’umidità nell’aria. Quando è in vegetazione va anche concimata (quest’anno proviamo con un macerato di ortica e consolida). Verso fine estate perde la vegetazione ed entra in riposo. Durante l’autunno va conservata a riposo per un paio di mesi a temperature inferiori ai 15 gradi (ma superiori allo zero) e non va annaffiata. Poi si riporta nell’ ambiente domestico riscaldato, in luogo luminoso ma senza sole diretto, e si riprendono le annaffiature per forzare la fioritura invernale (altrimenti fiorirebbe più tardi a primavera).  Evitare ristagni idrici. Soffre il trapianto che va efettuato solo ogni 5 anni e nel periodo in cui il bulbo è a riposo.

 

Profumo di Calicanto

chimonanthus praecox ks01 Ecco alcune foto del Calicanto d’inverno (Chimonanthus praecox) che di solito non mi godo più di tanto, se ne sta su in un terreno che in questa stagione è gelido e a volte innevato…non vien tanta voglia di passarci davanti e così si perde questo splendore. Diciamolo pure…non è nel posto giusto. Più di una volta ho pensato di metterne una pianta giù in cortile al posto del sambuco, così entrerebbe il profumo dalle finestre! Ma mi dispiace sempre per il sambuco….Quindi mi accontento di portarmi qualche rametto in casa. Quest’anno il clima invoglia a stare fuori, fare paseggiate e lavori, anche all’ombra. Negli ultimi giorni si stava bene dappertutto! E così, oltre ai lavori di potatura e produzione pali, ne ho aprofittato per fare un po’ di prove con la nuova macchina fotografica. Bellissimo il giallo delicato di questi fiori sul verde del ginepro.

chimonanthus praecox ks03Sempre della serie “anche d’inverno ci sono fiori”, il Chimonanthus praecox è un classico a fioritura invernale che, insieme all’ Hamamelis mollis, inonda il giardino del suo profumo. E’ un arbusto piuttosto grande, si sviluppa come un piccolo albero. Da il suo meglio in pieno sole, ma per fiorire ha bisogno del freddo invernale. Fiorisce sui rami vecchi, quindi non va potato (solo eventualmente un po’ di potatura di formazione e asportazione di rami secchi).

Vedi Anche “Profumo di Hamamelis”

 

Schlumbergera e cocciniglie

schlumergera03Ho scoperto un po’ di cocciniglie sulla Schlumbergera…ahi, ahi, ahi. Ho cercato subito di toglierle pulendo le foglie con uno scottex imbevuto d’acqua e strofinato sul sapone di marsiglia. Ripeterò l’operazione più volte nei prossimi giorni. Poi, più avanti, a primavera inoltrata spruzzerò l’olio bianco sulle foglie. Non sul terreno, meglio coprirlo, essendo un prodotto che presenta una certa tossicità per la pianta. Sempre per lo stesso motivo non voglio esagerare. Una volta e nel periodo consigliato può bastare. Forse prima dovrei anche rinvasarla, lavare le radici e cambiare la terra…magari rispettando il riposo di due settimane dopo la fioritura.

cocciniglia01La Schlumbergera da noi si chiama Natalina. Mi da tanta allegria, è una gioia quando compaiono i suoi boccioli a goccia in autunno. Dovrei occuparmene con più cura. Se ha le cocciniglie non è buon segno. E’ una succulenta e in natura vive nelle foreste pluviali brasiliane, sui rami di altre piante. Quindi ha bisogno di un’ambiente umido; poca terra, ricca di humus, senza ristagni, ma non secca; penombra; temperature intorno ai 25 gradi estivi e i 18-20 gradi invernali. Viene consigliato di non annaffiarla in autunno prima della fioritura. Io in casa l’ho sempre tenuta in un posto adatto dal punto di vista della luce, ma troppo caldo ed asciutto! In estate sta bene all’ombra sul balcone.

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Approposito di semi…

Quanto sono affascinanti i semi…sembra incredibile, eppure da tutte queste palline, pagliuzze, bastoncini, fagioli, riccioli secchi nasce nuova vita.

In questi giorni raccolgo gli ultimi semi di fiori. Alcuni sono indispensabili come quelli delle tagete e delle zinnie. Sono piante annuali e dalle nostre parti i semi di solito non sopravvivono all’inverno. Altri non resisto a raccoglierli, anche se superano benissimo l’ inverno e a primavera generano piantine ovunque. Fra questi le cosmee (Cosmos bipinnatus), le calendule, i fiordalisi (Centaurea cyanus), i nasturzi (Tropaeolum majus), gli antirrini…Li raccolgo per regalarli o usarli in altre zone.

tagete-calendule

fiordalisi cosmos

tropeoli-antirrini

Fra gli irresistibili ci sono anche: le capsule secche dei papaveri, i capolini pungenti delle echinacee, le lanterne arancioni o smaterializzate degli alkekengi, le leggere medaglie del papa (Lunaria annua).

papavero echinacea

physalis lunaria

Molto facili da raccogliere sono anche i fiori secchi pieni di semini neri dell’erba cipollina (Allium schoenoprasum), sono fra i primi già pronti in estate.

Mi stupisco di fronte alle silique della rucoletta perenne (Diplotaxis tenuifolia)…eh già, è una brassicacea!

allium rucoletta

I semi sono belli e preziosi. Raccoglierli e conservarli assume al giorno d’oggi un’importanza enorme, ancor più se si parla delle piante che rappresentano il nostro cibo. Significa garantire a tante specie di sopravvivere, favorire la conservazione di varietà locali e non dipendere da industrie produttrici di tristi piante sterili.

Da quest’anno oltre ai facili fiori inizio a  conservare semi di qualche ortaggio… prove.

Per riprodurre piante orticole di buona qualità è necessario imparare come si fa, seguendo qualche corso o basandosi su libri come il “Manuale per salvare i semi dell’orto e la biodiversità “ di Michel e Jude Fanton.

Nella nostra zona l’associazione La Pimpinella tieni corsi sull’argomento e custodisce varietà antiche di frutti e ortaggi.

Domenica 8 Novembre organizza ad Arco (TN) una giornata di scambio sementi autoprodotte! Da non perdere!

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