Nuova Zelanda, South Island – parte 1 – nel paese delle felci

Soth Island, NZ. Una terra agli antipodi, un’isola grande come metà dell’Italia e abitata da poco più di un milione di abitanti. Il territorio, poco antropizzato, è attraversato da poche strade, spesso tortuose, che portano dalla pianura, alle zone alpine, alle foreste pluviali, a verdi colline affacciate sull’oceano.

La foglia di felce ci accompagna per tutto il viaggio. La troviamo ovunque…su bandiere, tovagliolini, magliette, passaporti…ma soprattutto… le felci popolano il bush, aree densamente coperte di vegetazione.

Ho sempre adorato queste piante, che di certo non mancano nei nostri boschi. Ma qui assumono nuove forme e significati. Caratterizzano ambienti diversi. Le troviamo qua e là nei boschi di Nothophagus attraversando l’Arthur Pass, popolano a distese i sottoboschi del Fiordland, più a nord s’innalzano per creare foreste pluviali insiemi a palme e rata. La loro presenza rimanda a tempi lontani, alle foreste del carbonifero.

In Nuova Zelanda sono presenti 200 varietà diverse di felci, il 40% delle quali sono endemiche.

Blechnum discolor (crown fern, kiokio) sul Keplar Track nel sud dell’isola (Fiordland), felce endemica.

Felci arboree nell’Abel Tasman National Park, nel nord dell’isola, riparano il sentiero dal caldo sole di dicembre.

Le felci arboree possono raggiungere, a seconda della specie, anche i 20 m. Sono caratterizzate da un tronco che in realtà è un rizoma sviluppatosi fuori terra. Sono molto diffuse a nord e nelle foreste lungo la West Coast, dove il clima è umido e con temperature minime invernali mai troppo rigide.

Cyathea medullaris (black tree fern, mamaku), felce arborea alta fino 20 m e con fronde fino a 5 m, diffusa nelle isole del Pacifico sud-occidentale e Cyathea dealbata (silver fern, ponga), alta  fino a 10 m, felce endemica e simbolo del paese.

Il koru, in inglese fiddlehead (testa di violino) e da noi chiamato pastorale. E’ la forma spiralata che assumono le fronde giovani. Meraviglia della natura, viene ripresa in decorazioni e tatuaggi maori. E’ simbolo di nascita, rinascita spirituale, rigenerazione, pace e armonia.

link   http://www.doc.govt.nz/nature/native-plants/ferns/

Non possiamo permetterci certe felci qui nel nord Italia, ma possiamo pur sempre goderci quelle che vivono nei nostri climi, e non solo per la loro estetica.  Ci sono anche specie commestibili…qualche giorno fa ho visitato una bottega di piante e intrecci. Sono entrata per vedere i cesti e sono uscita con una felce Matteuccia struthiopteris, felce panna di struzzo, molto diffusa in Italia (e che magari fra un pò scoprirò essere esattamente quella già molto diffusa anche in giardino…). I riccioli che formano le fronde giovani sono commestibili se consumati cotti. Sono considerate una prelibatezza in Nord America e in Giappone. Attenzione a non confondersi con altre specie!

Pflegerhof, erbe e biodiversità

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Davanti ad una tazza di infuso fumante di menta arancio ricordo l’estate passata fra le aiuole, sulle terrazze del Pflegerhof, con un pò di nostalgia per i caldi pomeriggi assolati; scelgo alcune foto, un piccolo assaggio di questo angolo ricco di biodiversità.

Al maso Pflegerhof, a S.Osvaldo (Castelrotto, Alto Adige), si coltivano erbe con metodo biologico da più di trent’anni. Ma non solo. Quello che colpisce di questo luogo – oltre al paesaggio che lo circonda e alle interessanti strutture vecchie e nuove che ospita – è la gran varietà di piante coltivate. Sono soprattutto erbe officinali, ma anche piante commestibili, orticole e ornamentali. Piante spontanee dell’ambiente alpino e piante mediterranee ed esotiche.

pflegerhof21Un primo sguardo attraverso il Gazing Globe (ornamento, telecamera nascosta e valido aiuto energetico per piante e persone secondo il Feng-Shui).

A fianco della coltivazione in campo di piante per la produzione di aromi, infusi, cosmetici ed altri prodotti a base di erbe, viene praticata l’attività vivaistica con più di 500 specie e varietà, molte delle quali disponibili anche in sementi. pflegerhof08L’issopo fiorito

pflegerhof17La raccolta dei fiori è uno dei lavori più affascinanti, in particolare quella dei fiordalisi (Centaurea cyanus), batuffoli soffici da tenere fra le mani. Ma anche delle appiccicose calendule, delle bellissime malve, di camomille, girasoli, rose, verbaschi…attenzione alle api!

pflegerhof05I fiori dell’enagra comune (Oenothera biennis) vengono raccolti al mattino presto prima che si chiudano allo spuntar del sole. Prelevandoli quasi tutti i giorni, la pianta continua a produrne da primavera fino ad autunno inoltrato, conservando la sua bellezza.

pflegerhof23I tavoli con le piantine in vendita, rifugio ombroso estivo per galline ed anatre indiane e “giardino botanico” in vaso.

pflegerhof14Lippia citriodora, una delle mie erbe preferite

pflegerhof13L’amaranto tintorio (Amaranthus cruentus) e l’aibika (Abelmoschus manihot), pianta commestibile in tutte le sue parti e molto interessante per i vegetariani, perchè ricca di proteine.

pflegerhof07Echinacee e Ratibida pinnata (quella in giallo) come ballerine che danzano nel vento.

pflegerhof12Fiori appesi a seccare per la realizzazione di bouquets: lavanda, achillee, santoline, tanaceti, belle d’irlanda, cardi dei lanaioli nel vaso (Dispsacus sativus)…

pflegerhof19Anche l’origano ornamentale si presta per essere seccato, oltre ad essere molto bello in bordi e vasi col suo portamento ricadente.

dscA 850m di altitudine, ai piedi delle Dolomiti (vedi anche il post Saluti dall’altopiano dello Sciliar), non si direbbe di trovare condizioni adatte per certe piante. Invece l’esposizione e la conformazione del luogo generano un microclima particolare in cui può vivere anche l’Opuntia ficus-indica, con l’accorgimento di coprirla per mantenere il terreno asciutto in inverno. I suoi frutti arrivano fino a maturazione dolci e succosi.

dsc2Succulente

pflegerhof11I semi di numerose varietà di pomodori vengono di anno in anno conservati e riprodotti.

pflegerhof16Aiuola a cumulo di ortaggi in sinergia per uso domestico: lattughe, cavoli-rapa, finocchi…

pflegerhof20Pianta carnivora  😉

Per saperne di più:

Sito internet www.pflegerhof.com

Catalogo-manuale delle erbe disponibile nel webshop.

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Re-intrecciare

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Tornare a casa mi ha fatto ritrovare la voglia, il tempo e lo spazio per andare avanti a sperimentare con le fibre vegetali. Ripassare quanto ho imparato finora e provare qualcosa di nuovo.

Dopo una lunga ricerca del posto adatto per la collana di cuori (Ceropegia woodii), ormai sofferente dei continui spostamenti, garbugli, sgarbugli, ridimensionamenti dell’eccessiva lunghezza…ho pensato di appenderla vicino alla finestra. E così è nato questo portavaso-intrecciato in salice. Spero che trarrà giovamento dal suo nuovo contenitore e posto (definitivo! Almeno per l’inverno).

01intreccio2016-11-16

 

Saluti dall’altipiano dello Sciliar

verdispiriti-2016-10-05_sciliar09Questi utlimi mesi sono stati molto intensi, anche se poco documentati nel blog.

Li ho trascorsi in un maso in Südtirol dove si coltivano erbe. Sarà sicuramente protagonista di uno dei prossimi post! Quando possibile, nei fine settimana, neanche tutti, ho continuato a giardinare a casa…con qualche angelo custode che innaffiava e qualche piccola soddisfazione.

Ad un’altitudine di circa 1000 metri, fra la valle dell’Isarco e il massiccio dolomitico dello Sciliar, ondulati prati verdeggianti sono puntinati da masi e villaggi che compongono il comune di Kastelruth-Castelrotto.

verdispiriti-2016-10-05_sciliar05Tipica recinzione in larice intorno alla chiesa di San Constantin.

verdispiriti-2016-10-05_sciliar01La vigna incornicia spesso un’entrata od ombraggia terrazze e balconi.

verdispiriti-2016-10-05_sciliar02Pelargoni rossi.

verdispiriti-2016-10-05_sciliar12Tradizione e modernità.

verdispiriti-2016-10-05_sciliar11Tradizionale tetto in paglia di segale, lato nord.

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Intrecci e molto altro…al Bauernmuseum (museo contadino) di S.Osvaldo. Cesto da parete con Epiphillum e cesto gigante.

verdispiriti-2016-10-05_sciliar07Arredo e verde “urbano” moderni ed eleganti a Fiè. Rotatoria con bossi, salvia nemorosa o, in primavera, tulipani bianchi, e robinie ad alberello.

verdispiriti-2016-10-05_sciliar08Hosta, bossi e vasi meravigliosi su un pianerottolo d’entrata.

verdispiriti-2016-10-05_sciliar04Passiflora che passione! A Siusi, in un angolo dell’abitato con un buon microclima.

Sovescio – secondo anno

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Anche quest’anno è arrivato il momento del taglio del sovescio, dopo il regalo di una meravigliosa fioritura. L’anno scorso dominavano il giallo e il bianco di senape e rafano, punteggiati qua e là da facelia, grano saraceno, e tante altre piante in minor quantità (vedi il post con le foto Il sovescio è fiorito!).

Questa volta invece ha trionfato la facelia (Phacelia tanacetifolia), pianta molto amata dalle api. Il suo ciclo è annuale, ma se lasciata andara a seme, ricresce abbondantemente.

sovescio02Le facelie e i fiori dal colore bianco antico della rucola (Eruca sativa)

Mano a mano che il violetto delle facelie andava scomparendo il campo prendeva i toni del giallo con la fioritura di altissime piante di meliloto (1,5m, anche più). Il Melilotus officinalis è una leguminosa. Viene spesso utilizzata nei sovesci per incrementare la fertilità del terreno, ma è anche una pianta officinale molto interessante. Ha diverse propietà; aiuta il buon sonno, la digestione e soprattutto favorisce il drenaggio linfatico. Appena l’ho scoperto ho provveduto subito a raccoglierne…ora i mazzetti appesi in casa inondano l’ambiente di un dolce profumo.

sovescio03Melilotus officinalis

Dal viola al giallo. Dal giallo al viola. Con la fioritura dell’erba medica, altra grande protagonista del sovescio al secondo anno.

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