Sovescio – secondo anno

sovescio 01

Anche quest’anno è arrivato il momento del taglio del sovescio, dopo il regalo di una meravigliosa fioritura. L’anno scorso dominavano il giallo e il bianco di senape e rafano, punteggiati qua e là da facelia, grano saraceno, e tante altre piante in minor quantità (vedi il post con le foto Il sovescio è fiorito!).

Questa volta invece ha trionfato la facelia (Phacelia tanacetifolia), pianta molto amata dalle api. Il suo ciclo è annuale, ma se lasciata andara a seme, ricresce abbondantemente.

sovescio02Le facelie e i fiori dal colore bianco antico della rucola (Eruca sativa)

Mano a mano che il violetto delle facelie andava scomparendo il campo prendeva i toni del giallo con la fioritura di altissime piante di meliloto (1,5m, anche più). Il Melilotus officinalis è una leguminosa. Viene spesso utilizzata nei sovesci per incrementare la fertilità del terreno, ma è anche una pianta officinale molto interessante. Ha diverse propietà; aiuta il buon sonno, la digestione e soprattutto favorisce il drenaggio linfatico. Appena l’ho scoperto ho provveduto subito a raccoglierne…ora i mazzetti appesi in casa inondano l’ambiente di un dolce profumo.

sovescio03Melilotus officinalis

Dal viola al giallo. Dal giallo al viola. Con la fioritura dell’erba medica, altra grande protagonista del sovescio al secondo anno.

sovescio04

Lunaria

lunaria01bUna pianta molto interessante e facile da coltivare è la Lunaria annua. Per me è stata una piacevole sorpresa. Un paio di anni fa notai numerose piante fiorite lungo una strada forestale; non le conoscevo. Alcuni mesi più tardi notai le “medaglie” argentee…ahh! Ho capito…sono le Medaglie del Papa! Ne ho prese alcune contenenti i semi. L’anno scorso ho provato a seminarle in vaso, ottenendo facilmente delle piantine che ho messo a dimora. Sono rimaste lì, senza farsi tanto notare, un ciuffetto di foglie fra delle fioritissime cosmee. Questa primavera invece la meraviglia…ne ho seminato subito delle altre! Anche se immagino ci penseranno da sole a diffondersi…

lunaria00Le ho seminate in casa, ma filano. Meglio seminarle fuori se non si dispone di un luogo sufficientemente luminoso.

Non le ricordavo così alte (70-80 cm) e dai fiori di un colore così intenso!

lunaria02a

Sono piante a ciclo biennale. Fioriscono a primavera (qui da me circa a metà aprile). Dopo un mese, al posto dei fiori, si possono apprezzare le silique di colore verde-violaceo, che poi seccandosi diventeranno bianco argentate. Molto utili per creare composizioni floreali o quant’altro la fantasia suggerisce. Apprezzano un terreno fresco e la mezz’ombra.

lunaria03

Come tutte le brassicacae il frutto è una siliqua, in questo caso tondeggiante e piatta.

lunaria04

Creazioni con oggetti…a reazione poetica…

Bulbi e bulbetti

bulbi 2016

Ecco alcuni dei bulbi che ho piantato in autunno:

i muscari (Muscari armeniacum) in abbondanza sul balcone, nel bosco, qua e là intorno a casa,

il narciso tazetta (Narcissus tazetta “Paper White” )

e l’iris (Iris x hollandica “Professor Blaauw”)…povero iris, dimenticato nel sacchetto, piantato più tardi a dicembre in vaso in casa, e fiorito insieme agli altri. Adoro i fiori blu!

Campanellini di primavera

DSC_0052b

Andare a seminare i piselli e trovare il bosco al bordo del campo pieno di bucanevi…ehm..,per noi questi sono bucanevi, ok campanellini, ok diciamo Leucojum vernum, così non ci confondiamo con il bucaneve Galanthus nivalis, fiorito anche quello dai bulbi piantati in autunno sotto casa…anche lui pian pianino si moltiplicherà!

DSC_0080bLeucojum vernum, sambuchi, noccioli, pioppi, ontani …..

DSC_0072bLeucojum vernum, Campanellino

galanthus nivalisGalanthus nivalis, Bucaneve

 

 

Vitalba: infestante, ma utile…

clematisvitalba01La Clematis vitalba (nome comune locale: vedrenzona) è presente un po’ ovunque nelle nostre zone. Lo stato di abbandono di molti boschi le permette di espandersi alla grande. Attraverso i viticci si aggrappa ai rami di altre piante e sale, sale, sale…I rami invecchiano diventando grossi e legnosi, lunghe liane penzolanti alle quali verrebbe  la tentazione di aggrapparsi e volar via magari per atterrare sui rami di un vecchio castagno.

clematisvitalba02Utilizzarle per le nostre creazioni di certo non ne provocherà l’estinzione e l’albero che abbiamo alleggerito da questa presenza sicuramente ci ringrazierà. I rami, secchi o fioriti, vengono usati per realizzare ghirlande. Molto belli sono anche i semi piumati!

clematisvitalba03I rami lunghi e flessibili si prestano bene come fibre da cesteria. I rami giovani di un anno si scortecciano facilmente. Si possono raccogliere, preferibilmente in inverno; ripulire e usare subito. Oppure si possono conservare in rotolini, per riottenere una fibra flessibile una volta secchi si mettono in bagna un paio d’ore (io ho avuto un contrattempo e ho esagerato…l’ho lasciati 24 ore, non erano completamente secchi e non si sono rovinati).

cestovitalba01 (2)La Clematis vitalba si utilizza come tessitore. Non si riescono a fare pieghe a gomito, quindi nelle parti dove sono richieste si utilizza il salice. Ho anche notato che bisogna stare attenti a piegare sui nodi dove erano inserite le foglie.

cestoclematisHo sperimentato questa fibra in un piccolo cesto. Per i portanti e i montanti ho usato il salice. Per i fianchi ho realizzato un intreccio a due tessitori molto lunghi…forse troppo lunghi. Il risultato non è perfetto, ho bisogno di fare ancora molta pratica… ma sono soddisfatta! Il colore verde della Clematis purtroppo non rimarrà, si seccherà e diventerà color crema.

Per le tecniche di cesteria consiglio il libro “Fare CESTI. Manuale pratico di cesteria secondo le tradizioni regionali italiane” di Andrea Magnolini, edizioni TerraNuova; i corsi dell’Azienda Agricola S.Giorgio di Bassano (pagina facebook Idee di Salici), o i video dei siciliani.

 

Amarillide, in realtà Hippeastrum

amarillis1Ecco la foto del fu fiorito Amaryllis (nome comune improprio di varie specie del genere Hippeastrum) che mia madre coltiva da qualche anno, dopo aver ricevuto il bulbo in regalo dalla vicina. La tinta ben s’intona con l’attuale verde della cucina. E’ sempre uno stupore veder crescere il nuovo fiore gigante da un bulbo apparentemente addormentato per sempre!

E invece…quest’anno è fiorito all’inizio di febbraio. E’ una pianta facile da coltivare. In natura vive in zone tropicali e subtropicali in Centro e Sud America. Da noi gela. Va quindi coltivata in un vaso appena poco più grande del bulbo, in terreno misto con sabbia e sostanza organica. Il bulbo emergerà per 1/3 dal vaso. Teme il freddo invernale, ma in estate le fa bene stare fuori sul balcone in mezz’ombra. Va annaffiata poco nell’epoca di fioritura e quando ha le foglie. Apprezza invece l’umidità nell’aria. Quando è in vegetazione va anche concimata (quest’anno proviamo con un macerato di ortica e consolida). Verso fine estate perde la vegetazione ed entra in riposo. Durante l’autunno va conservata a riposo per un paio di mesi a temperature inferiori ai 15 gradi (ma superiori allo zero) e non va annaffiata. Poi si riporta nell’ ambiente domestico riscaldato, in luogo luminoso ma senza sole diretto, e si riprendono le annaffiature per forzare la fioritura invernale (altrimenti fiorirebbe più tardi a primavera).  Evitare ristagni idrici. Soffre il trapianto che va efettuato solo ogni 5 anni e nel periodo in cui il bulbo è a riposo.

 

Profumo di Calicanto

chimonanthus praecox ks01 Ecco alcune foto del Calicanto d’inverno (Chimonanthus praecox) che di solito non mi godo più di tanto, se ne sta su in un terreno che in questa stagione è gelido e a volte innevato…non vien tanta voglia di passarci davanti e così si perde questo splendore. Diciamolo pure…non è nel posto giusto. Più di una volta ho pensato di metterne una pianta giù in cortile al posto del sambuco, così entrerebbe il profumo dalle finestre! Ma mi dispiace sempre per il sambuco….Quindi mi accontento di portarmi qualche rametto in casa. Quest’anno il clima invoglia a stare fuori, fare paseggiate e lavori, anche all’ombra. Negli ultimi giorni si stava bene dappertutto! E così, oltre ai lavori di potatura e produzione pali, ne ho aprofittato per fare un po’ di prove con la nuova macchina fotografica. Bellissimo il giallo delicato di questi fiori sul verde del ginepro.

chimonanthus praecox ks03Sempre della serie “anche d’inverno ci sono fiori”, il Chimonanthus praecox è un classico a fioritura invernale che, insieme all’ Hamamelis mollis, inonda il giardino del suo profumo. E’ un arbusto piuttosto grande, si sviluppa come un piccolo albero. Da il suo meglio in pieno sole, ma per fiorire ha bisogno del freddo invernale. Fiorisce sui rami vecchi, quindi non va potato (solo eventualmente un po’ di potatura di formazione e asportazione di rami secchi).

Vedi Anche “Profumo di Hamamelis”